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Archivio per la categoria ‘Teatro’

sola

23 Gennaio 2009 6 commenti

sono sola.

Mi sento tremendamente sola.

Passerà.

Mi dico… passerà… ma quando?

Adesso è così. Ma prima o poi… Saluto chi mi è stato vicino nel tempo.

Saluto gli alunni che mi hanno voluto bene…

e aspetto che il tempo passi.

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Alle prese con… Amleto, Beckett e Sofocle.

6 Novembre 2007 18 commenti

Al corso principianti mi hanno assegnato diversi brani da leggere.

Io provo, con molta inesperienza, cercando, per lo meno, di rispettare le pause.

Il mio accento "sardegnolo" è terribilmente evidente.

Non ho mai studiato dizione, ma ricordo ancora con antipatia le poche volte che ho viaggiato, sola, come amo fare, che venivo riconosciuta come sarda appena aprivo la bocca per chiedere un’informazione.

Dicono siano le "a" e le "o" che pronunciamo in modo diverso.

Trascinate?

Vorrei aver cominciato prima un corso di dizione, poi affrontato il teatro.

 

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Mi chiede gentilmente, una collega…

1 Maggio 2007 22 commenti


di sostituirla in classe.

Non amo fare supplenze per gli altri.

Gratis o pagata, non cambia nulla. Non amo entrare nelle classi non mie e trascorrere l’eternità di un’ora seduta in cattedra. In silenzio.

Nessuno mi rivolge la parola se non per chiedere di uscire in bagno, o per rispondere al cellulare, o a fumare. Non indago. Non chiedo anche se vedo in mano il proibitissimo strumento.

Osservo gli studenti che educatamente non mi guardano, per non mettermi in imbarazzo, credo.

La classe, una seconda, è divisa in quattro gruppi. Intorno ad un banco le ragazze si tingono le unghie con uno smalto rosso mattone. Sono sei. Fra loro in silenzio un ragazzo le osserva.

Dall’altra parte un’alunna, sola, sta fra se e sè. Ogni tanto mi getta uno sguardo curioso che dura pochissimo. Nelle mani il vituperato cellulare.

Altri due gruppi chiacchierano, non troppo rumorosamente del più e del meno.

Sono “educati”, non mi prendono in considerazione.

Sei mi danno tranquillamente le spalle, due ascoltano musica con l’auricolare.

Chi chiede di uscire è cortesissimo.

L’ora sembra eterna.

Nella foto sono io… un pò stanca. Si vede.
La foto è stata da me sovraesposta per tentare di camuffare le orribili rughe.

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Skolko stoi

4 Aprile 2007 8 commenti


Spassiba!

Le poche parole di russo che ho imparato anni fa a Mosca…

Scolko stoi: quanto costa?
Spassiba: Grazie.

Come deficienti, su un affollatissimo pulman (a Mosca), io e una amica ci ripetevamo continuamente:

Skolco stoi e l’altra ripodeva: Spassiba.

Come se non fossimo in mezzo a tante persone che… conoscevano il significato di “Quanto costa? Grazie!”

Nessuno batteva ciglio. Noi imperterrite continuavamo finchè fra la gente si affaccio un bimbo a guardare chi poteva essere così stupido/a da dover ripetere cinquecento volte due sole parole, per impararle…

La fotografia tratta da Google riprende una bella chiesa : San Basilio.

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Il teatrino delle feste

26 Dicembre 2006 5 commenti


si avvia al termine.

Natale e Santo Stefano le giornate più angoscianti stanno per terminare.

Le amiche alunne che hanno descritto le feste le vedono come le vedo io: un teatrino, che se si sta mooooolto bene col cervello, fanno anche ridere, altrimenti mettono malinconia.

E’ un esempio l’abbraccio, che sembrava sincero della collega che ha avuto da me in regalo il mio lavoro (un cd contenente le schede da utilizzare con gli studenti) preparato e corretto continuamente negli anni.

Spero sia in grado di usarlo…

Giusto il giorno di Natale Luisella, ha ricevuto da una sua cara amica, diciamo Geltrude, una telefonata alle 8.00 del mattino:

Geltrude:- Non ti voglio più vedere, sei falsa e ti comporti con me come un tappo di sughero che galleggia, su e giù.

Dove sta l’arcano motivo di tanto fiele?

Luisella ha la madre che non sta tanto bene, durante l’anno appena trascorso ha dovuto assistere il marito della madre e ha potuto dedicare veramente poco del suo tempo alle amiche.

Una, troppo centrata su se stessa, ha fatto TILT!

Ed io?

Non amo uomini e donne che credono di essere l’unico ombelico del mondo.
Dato che OMBELICO DEL MONDO siamo tutti, ognuno del suo mondo.

Bacioni.

La foto è tratta dall’archivio di Google:
l’ombelico del deserto.

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il teatrino della politica..

2 Marzo 2006 4 commenti

spudoratamente copiato dal BLOG di Beppe Grillo del

27 Febbraio 2006
I non vedenti

La vista degli italiani sta peggiorando.
Non ci sono più quelli che vedevano lontano e pochi ormai (ma chi?) vedono da vicino.

L?italiano vede e non vede, ma se può non vede.

E? un non vedente ad occhi aperti, dalla retina intatta, con le pupille dilatate.
Una degenerazione sociale, un caso di studio per gli oculisti.

L?ultimo decennio italiano sarà ricordato dagli storici come quello dei ladri e dei non vedenti.

Il non vedente italiano è educato a non vedere sin da piccolo, è una questione di sopravvivenza.

E anche di buon gusto.
Vedere Tanzi, Cragnotti, Fazio, l?elefantino (lo so non dovrei nominarlo, mi è scappato), Tronchetti, Previti, Dell?Utri, Geronzi, Calderoli, Giovanardi, Fiorani, Casini non è una bella cosa.
Meglio la cecità parziale, selettiva.
La stessa che affligge l?informazione post datata, quella che vede gli scandali solo dopo che sono diventati pubblici.

La cecità italiana è finalizzata a tirare a campare. E? una cecità ottusa, chiusa in sé stessa, poco disponibile a vedere qualcosa che la disturbi.
La cecità italiana è la base e il presupposto per fare carriera, negli enti pubblici, nelle grandi banche, nei partiti.
E? un dono, una capacità. Chi non ce l?ha si adegua e diventa cieco.
E chi non si adegua diventa lui il diverso, l?irragionevole, l?intollerante.
Come si permette? Come si fa a contraddire dei poveri ciechi?

Anzi, il cieco è lui, il vedente.
Un disturbatore.
Del resto è meglio non vedere e andare con ottimismo verso la catastrofe.


Riferimenti: Una visita a Beppe Grillo

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avanti un altro…

14 Dicembre 2005 22 commenti

appuntamento per strada.
Aspetto dieci minuti, un’infinità di tempo per me per aspettare chiunque figuriamo il primo appuntamento!

Me ne vado, sorridente e festante… amo stare per fatti miei ed ancora non ho capito perché mi diletto di cercare marito…

Rientro a casa e dopo mezz’ora il nuovo baldo giovane si fa vivo.
- Sono qua da mezz’ora! Dove sei?
- A casa, naturalmete, eri in forte ritardo…
- Dieci minuti!
- Va bene, mi avvicino, di nuovo.

Il futuro marito è arrivato su una mercedes nuova fiammante, appena lucidata di nero.
Ha anche il ricevitore satellitare che ti dice dove devi andare.

Fuma. Anche lui! (sarà meglio che m’informi prima e dica di no ai fumatori)

cmq… si fa una passeggiata nel salotto con ruote. Un bitter al bar.

parla sempre solo lui

ODIO CHI MI USA COME UN REGISTRATORE.

Un’ora è più che sufficiente per liquidare anche il nuovo e già ex futuro marito.

Avanti il prossimo…

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Maleducata e cafona

22 Novembre 2005 21 commenti

- Giovanna! ? garrisce stridula una collega mentre entro in sala professori.
? pensavo fossi andata in pensione a Settembre! Com?è che non sei andata in pensione?

Sorrido a bocca storta. Non rispondo. Lei riprende:
- mi sembrava proprio di averti vista fra i colleghi che sono andati in pensione.

Insiste ancora, ha fatto una terribile gaffe e non se n?è nemmeno accorta.

Noi infatti possiamo andare in pensione (quelli del 1950) solo al compimento di 57 anni. E dopo almeno 35 anni di onorato o disonorevole servizio, è lo stesso.

Io viaggio sui 36 anni di servizio… ma non ho l?età.

- Allora sei del 1950!

Continua a guardarmi e finalmente forse si accende una piccola lampadina nel suo cervello.

- ma stai molto meglio dell?anno scorso! ? Si riferisce inequivocabilmente alle rughe profonde che mi solcano il viso.

Da un anno mi buco con inesorabile tenacia e facendomi un dolore pazzesco per iniettarmi acido ialuronico.

Le rughe sono un pò meno evidenti ed io riesco la mattina a guardare allo specchio quella là che sorride e pensa… MA QUANTO SONO BRUTTA!

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Sveglia!!!!!!!!!!!

14 Ottobre 2005 14 commenti

La mia bella minuscola sveglia satellitare è andata in tilt…
mi ha svegliato oggi alle 4.45… invece che alle 6.45.

Ligia al richiamo della sveglia, meravigliata per la stanchezza mi sono alzata.
Ho sollevato la serranda…
Buio pesto.

Ho acceso la tv per sentire le prime brutte notizie della giornata.
Invece del TG un vecchissimo film.

Ho allora guardato un altro orologio e con meraviglia e grande disappunto ho notato che la sveglia, o il satellite avevano dato buca.

Sono tornata a letto e, per fortuna, il sonno mi ha subito riavvolto.
Buongiorno o buon riposo.

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Mi puoi ascoltare per cinque minuti?

1 Ottobre 2005 16 commenti

telefonate… brevi per carità

amo le persone sintetiche, quelle che quando mi cercano, per raccontare i guai o le gioie, sono rapide come fulmini.
5, 10 minuti al massimo.

Chi mi telefona e non mi chiede ? posso trattenerti cinque minuti al telefono? ? mi disturba un pò.

Mi sembra dia per scontata una eterna disponibilità.
Io non sono disponibile.

Mi addormento, sopratutto se sento sempre le stesse frasi:

- Mario mi ha fatto questo, Mario mi ha fatto quello.- (sempre le stesse cose da due anni). ? Ma non dici che ho ragione io?

- Ceeeertoooo che hai ragione tu!

Così cerco di destreggiarmi con l?amica che poco ha da raccontare perché sta sempre chiusa in casa.

Prendetemi così, per favore, a piccole dosi… un msg, una telefonata di saluto… qualche notizia… sono fatta per vedere gli amici le amiche di persona.

e per chi ha cinque minuti di tempo e vupole un oracolo…
vada su alchimia.com e clicchi su esoteric…

Riferimenti: la maga elettronica…

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